Parco Dal Molin: dalla Mistificazione alla Cementazione

La nuova maggioranza comunale ha annunciato una revisione del progetto approvato dalla precedente, e il cambio del nome; annunci ancora vaghi ma alcune idee di fondo sono state annunciate. Parte del Parco verrà destinato alla protezione civile e ai vigili del fuoco; verrà inoltre allestita una pista di atterraggio e forse si insedierà la facoltà di agraria. Una proposta del genere, quindi, oltre a stravolgere l’attuale progetto, andrà certamente a tradursi in nuova cementificazione, ad ulteriore danno del già compromesso equilibrio della città!​

Facciamo un po’ di storia… Svariati movimenti cittadini, sia civici che politici, tra cui le forze che compongono oggi Eurostop e Potere al Popolo, a suo tempo furono in prima linea nella mobilitazione popolare per impedire la costruzione della nuova base militare USA situata nel lato ovest del Dal Molin.
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Si pensava che il popolo potesse contare, che fosse possibile opporsi alla costruzione di una nuova base di guerra. Ma la mobilitazione è stata svenduta per ragioni di stato e di appartenenza alla Nato, posizione rimasta identica in tutti i governi italiani, compreso quello attuale (altro che Terza Repubblica).

Durante quelle “storiche” mobilitazioni la nostra parte politica aveva proposto che in alternativa alla base militare USA fossero dislocate nel ex aeroporto proprio quanto previsto dalla attuale maggioranza e cioè: sede dei vigili del fuoco, e sede della protezione civile oggi dislocata in vari luoghi. Ma la differenza era sostanziale! All’epoca, infatti, l’insediamento militare statunitense non esisteva, e NON avrebbe dovuto essere edificato!​
 
Giungendo ai giorni nostri, l’intera faccenda si è piegata alla nefasta logica delle “compensazioni”, e anche questa maggioranza sta dimostrando di non tenere minimamente in conto la presenza di questi ingombranti vicini.​ Si ingombranti, in quanto la presenza della base militare è un’offesa alla città. I cittadini di Vicenza questa base non l’hanno mai voluta, ma solo subita.
​Qualsiasi compensazione va rifiutata, come va rifiutata qualsiasi struttura che favorisca la convivenza e la tolleranza nei confronti delle basi militari presenti in città. Questo “abuso militare” per sua stessa natura non può essere sanato​, e dunque si deve procedere ad una completa smilitarizzazione delle intere aree.

Quanto alla questione del nome, a Vicenza esistono numerose vie e luoghi “intitolate alla pace”, che, proprio per la presenza militare di una nazione occupante, con la pace non hanno nulla a che fare! Insomma, in città l’ipocrisia regna sovrana​. In questi spazi solo nominalmente “di pace” marciano soldati di una nazione occupante che fa la guerra nel nome di assurde missioni umanitarie, destabilizza paesi come Iraq e Siria, appoggia regimi come quello israeliano, a sua volta occupante la Palestina, promuove sanzioni e blocchi commerciali solo per il proprio tornaconto imperialista. Tutto ciò a noi sembra una mistificazione, e a rigore i nomi andrebbero cambiati per una questione di pura decenza e onestà. Non basterà un parco a farlo dimenticare che Vicenza ha accolto i signori della guerra!
​Potere al Popolo non si straccerà le vesti per tutti questi abusi ormai insanabili, ma si batterà affinché il nome del parco, tramite regolare referendum, sia almeno deciso dalla cittadinanza! Ma soprattutto, si batterà per impedire in tutti i modi nuova cantierizzazione, cementificazione e dunque nuovo sfruttamento e scempio del territorio!​ Restituiamo la città ai cittadini.
QUELL’ AREA DEVE RIMANERE UN POLMONE VERDE PER I CITTADINI E NON UN’AREA AD USO DELLA PROTEZIONE CIVILE E CONSEGUENTEMENTE DEGLI AMERICANI.
Opponiamoci con tutte le forze all’occupazione NATO e alla militarizzazione della città del Palladio!

Vidi quel volto e mi parve familiare…

(un ricordo delle lotte contro l’apartheid nel centenario della nascita di Nelson Mandela)

Gianni Sartori

“Il giorno dopo, con la giacca a vento e il baschetto verde, stavo in piedi davanti a un muro. Papà mi scattava una foto e io feci un’espressione simile a quella di una tigre che ruggisce o a una foca che sbadiglia. Dietro di me, il vero soggetto della foto: due manifesti formato gigante. Nel primo si vedeva una donna con due grandi ali che diceva: “Diritti per tutti”. Il secondo mostrava una faccia nera che occupava tutto il manifesto. Stavamo camminando per quelle strade larghissime di Parigi fatte apposta per far passare i carri armati. Vidi quel volto e mi parve familiare. Sotto, c’era scritto: LIBERTE’ POUR NELSON MANDELA!”. Ecco chi era! Uno di quelli della mostra. Uno dei capi di tutta la faccenda. Uno del paese senza nome. Vederlo così, con la barba e gli occhi tristi, mi faceva dispiacere. Mio papà provò a staccare il manifesto per portarselo via.”.

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Notizie dal fronte

articolo di Giorgio Langella, segretario PCI del Veneto

Ci sono notizie che vengono diffuse in maniera martellante e altre che si trovano cercando nella cronaca locale. Eppure sono notizie terribili che provengono dal fronte di una guerra che miete centinaia di vittime.
E’ la guerra che, chi vive del proprio lavoro, combatte ogni giorno per sopravvivere. Le vittime sono persone normali, la cui esistenza “non fa notizia”. Non sono “eroi”.
Eppure sono vittime di una guerra. Certo, una guerra che è meglio non sapere ci sia, che è meglio, per “lorsignori” travestire da “tragica fatalità”, da “prezzo da pagare” per il (loro) profitto, il (loro) benessere, la (loro) modernità.
E’ la guerra tra profitto e vita, tra capitale e lavoro.

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Si scrive MITENI, si legge RIMAR

(di Gianni Sartori)

Avvertenza: questo non è, assolutamente, un articolo di informazione sull’inquinamento da PFASS che sta impregnando le acque e i corpi del Veneto. Soltanto un necrologio, un amaro amarcord condito con qualche considerazione su come funziona il capitalismo, quello del nord-est in particolare. Per gli aspetti tecnici potete attingere alle puntuali denunce pubblicate per esempio – e già da qualche anno a questa parte – su Quaderni Vicentini. In tempi non sospetti, quando invece il noto quotidiano locale ignorava o minimizzava la grave situazione che si andava delineando.
Non è nemmeno un invito a intervenire per rimediare. Da tempo ho la convinzione che cercare di fermare il degrado ambientale sia quasi impossibile. Nel Veneto senza “quasi”. Qui la catastrofe è ormai completa, per quanto subdola e inavvertita. Il territorio veneto e ancor più quello vicentino (un’autentica “poltiglia urbana diffusa” da manuale) hanno raggiunto livelli di contaminazione e cementificazione tali che soltanto un’apocalisse di ampia portata potrebbe, forse, porvi rimedio. Ripristinando in parte quell’ordine naturale che oggi come oggi appare irrimediabilmente stravolto.

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Colli Berici: cresce la viticultura industriale e aumenta l’inquinamento

(Gianni Sartori)

Anche sui Colli Berici sta dilagando la “fabbrica diffusa” delle speculazioni vinicole: devastanti per il paesaggio e altamente inquinanti.

Colli Berici, a sud di Vicenza. E in particolare la fascia che sovrasta la Riviera Berica. Ne parlo in quanto cittadino, non certo esperto di chimica o agricoltura industriale (l’aggettivo è obbligatorio di questi tempi). Da persona che un giorno sì e un altro anche deve precipitarsi a chiudere finestre e balconi per arginare il pestilenziale aerosol che uomini in tuta bianca (e maschera antigas dal doppio filtro) spandono con gli atomizzatori spensieratamente lungo i filari a pochi metri dalle abitazioni. Irrorando anche gli ignari pedoni o ciclisti che transitano sulle “pedemontane” (pista ciclabile compresa). In teoria, ma solo in teoria, ci sarebbero delle distanze (comunque già scarse) da rispettare: 30 metri in primavera e 20 in estate da strade e case. Ma siamo nel profondo Nordest…qua la gente lavora, cazzo!

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La femminista Curda Gulizar Tasdemir estradata in Turchia

(di Gianni Sartori)

Mentre a Roma una responsabile delle YPG (le milizie di autodifesa popolare del Nord della Siria) è ricevuta dai parlamentari, un’altra militante curda viene estradata in Turchia (dove rischia non solo una lunga carcerazione, ma anche maltrattamenti e torture) dalla Norvegia.

Mercoledì 4 luglio (disumanamente ammanettata mani e piedi nonostante le sue gravi condizioni di salute) la femminista curda Gulizar Tasdemir è stata consegnata ai carcerieri.

Che valutazione dare di tale decisione? Definirla una vergogna è soltanto un pietoso eufemismo.

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Il caporale Celebron va alla guerra!

E’ incredibile con dieci anni di ritardo il caporale Celebron si mette l’elmetto in testa e spara un colpo sul Parco della Pace.

Giovane anagraficamente, ma decrepito nelle prime proposte per le politiche cittadine, Celebron fa cilecca e rischia di colpire al cuore la città di Vicenza.

1) vuole cambiare il nome al Parco
chissà dov’era dieci anni fa il caporale leghista, forse era troppo impegnato come rappresentante in qualche consiglio di istituto. Di certo alle manifestazioni contro la militarizzazione del territorio Celebron non ha mai partecipato, non conosce la storia del parco, non conosce quanto radicato sia l’impegno pacifista nel tessuto sociale vicentino.

2) vuole confrontarsi solo con le associazioni sportive
Il caporale leghista non è a conoscenza che l’ideazione del parco nasce da un lungo percorso partecipato attorno al tavolo della partecipazione che ha visto coinvolte molte associazioni, non solo sportive.
Il caporale leghista vuole approcciarsi alle associazioni sportive trattandole come una comunità. E le altre? Le respinge in acque profonde: troppo ideologiche, troppo ambientaliste, troppo terzomondiste, troppo pacifiste, troppo comuniste, troppo di sinistra, troppo rom, troppo gay, … A furia di respingere Celebron rischa di confrontarsi solo con il suo ego ipertrofico.

3) infine vuole cementificare
E bravo caporale, questa è l’idea innovativa, sostenibile che Vicenza aspettava da decenni.

La Memoria Corta di Chi Avrebbe Dovuto Difendere la Città (Ora Senza Baluardi)

Il signor Italo Frecciarossa. Vero sindaco di Vicenza.

Una domanda semplice. Con la scomparsa dei Pentastellati a Vicenza (quelli che prima dicevano di essere sulla stessa posizione di Albertin, poi dichiaravano di voler votare Dalla Rosa, e alla fine si sono per metà astenuti, e per metà hanno votato Rucco) chi difenderà la città del Palladio dalle devastazioni delle nuove linee della TAV/TAC? Siamo stati definiti l’ultimo baluardo in materia. Ebbene, lo schiacciamento degli spazi elettorali a seguito dello scontro epico tra centrodestra e centrosinistra non ci ha permesso neppure di eleggere un consigliere, un singolo difensore, una singola voce fuori dal coro in un consiglio che si annuncia il più allineato della storia della città.

ALBERTIN: “POTERE AL POPOLO BALUARDO CONTRO TAV E BORGO BERGA”

La verità è che chi parlava tanto dei “poteri forti” non ha esitato a vendersi ai medesimi, né in buona parte a votarli — a destra — per puro capriccio di emulazione del trend “giallo-verde” nazionale. Ecco la responsabilità di chi per anni ha portato avanti lotte e battaglie in consiglio comunale.

Benvenuti nell’Era del Pensiero Unico: Anche a Vicenza

Eccoci dunque alla fine di questa campagna elettorale, il cui risultato, per molti versi scontato, conferma il peggio e rincara la dose ben oltre la sola politica in città.

A stravincere è il centrodestra, ma il centrosinistra, anche se decaduto in tutta Italia, se qui a Vicenza cade, lo fa rimanendo fin troppo in piedi. Ha vinto Rucco? Certo, ma con il minimo sindacale per vincere al primo turno. Il consiglio comunale entrante resta comunque la perfetta espressione di un perfetto pensiero unico al potere. Nessuna voce fuori dal coro, nessun dissidente, nessun movimento anche solo leggermente antagonista, nessun consigliere al di fuori della logica del signorsì. Grazie alle numerose stampelle civiche, Dalla Rosa segue infatti Rucco con appena cinque punti percentuali in meno. Dal primo momento, infatti, si capiva che l’unico sindaco in grado di vincere in città era il signor Italo Frecciarossa, personaggio dalle due teste che di fatto ha conquistato il 96,5% dei consensi.

Il signor Italo Frecciarossa. Vero sindaco di Vicenza.

Ma dei consensi di chi? Risposta amara: di quel 55% di popolazione che è andata a votare; uno dei dati più evidenti e drammaticamente bassi di tutto il Veneto. Indipendentemente dalla sua condizione, altolocata o proletaria, un vicentino su due è convinto che la politica non possa né migliorare né peggiorare la sua condizione.

La narrazione di questa campagna elettorale è stata semplice: c’è una forza neofascista che rischia di prendere il potere a Palazzo Trissino, e ci sono delle forze che a tutti i costi devono fermarla. Peccato che la forza neofascista in questione sia ben più banalmente una vasta coalizione di centrodestra, altamente capitalizzata in senso finanziario, che si oppone ad un’altra coalizione, marchiata con la vacua sigla di “centrosinistra”, dotata del medesimo potere e a nostro avviso non meno destrorsa (anzi). Unici temi in campo: la sicurezza in Campo Marzo, la ZTL in centro, i servizi di mobilità al cittadino. Altri cavalli di battaglia di questo e quello: la trasformazione di Vicenza in un grande polo di attrazione universitaria (ecco il vero problema, popolare la già minuta Vicenza di studenti, da sfruttare per bene con affitti senza alcuna tutela, Padova docet), oppure la Protezione Civile in quello che ormai sarà il famigerato Parco della Pace (d’altra parte, con l’impermeabilizzazione del suolo dovuta alla nuova ondata di cementificazione, la città avrà certamente bisogno di piani di emergenza ed evacuazione). Punto, fine, stop.

Nessun cenno alle stragi sul posto di lavoro, pochissima attenzione al lavoro stesso, nessun riferimento a una pianificazione per la messa a disposizione dei tanti edifici vuoti oggi dedicati alla pura speculazione privata, nessuna programmazione seria a livello artistico, nessun piano per il turismo culturale sia interno che internazionale, nessun reale impegno per un coinvolgimento diretto dei cittadini e dei comitati nella vita pubblica e nel processo decisionale. Poi ci stupiamo se la gente non vota.

Riassumendo, se per oltre vent’anni la città ha testato il passaggio dal centrodestra al centrosinistra, oggi si ritroverà entrambe le anime tanto detestate in una nuova configurazione che non avrà alcun ostacolo a fare quello che desidera: regalare Vicenza ai poteri forti in cambio di qualche preventivo un po’ gonfiato, che significherà qualche busta paga in più per amici e conoscenti, e qualche compensazione per la città del Palladio.

Ma noi di Potere al Popolo nazionale e locale ci saremo sempre, a difendere e vigilare. Anche dall’esterno di queste istituzioni diventate giocattolo nelle mani degli sponsor privati.

Venerdì 8 Giugno 2018, Piazza delle Erbe, Vicenza: Chiusura della Campagna Elettorale, Discorso e Comizio Finale di Filippo Albertin

Venerdì, otto giugno 2018, Vicenza, Piazza delle Erbe. Potere al Popolo intende chiudere qui la sua campagna elettorale, in piazza, a contatto con la gente di Vicenza, con le attività, i pubblici esercizi, i cittadini che ogni giorno vivono il territorio con la loro voglia di migliorare e migliorarsi, con la loro volontà e la loro creatività. Un saluto speciale alla nostra ospite Viola Carofalo, la nostra fantastica portavoce nazionale, un simbolo di Potere al Popolo, delle forze e delle energie che lo animano dall’interno. Viola Carofalo ci è venuta a trovare nella città del Palladio, la nostra città, che la accoglie con grande affetto. Io purtroppo, per ragioni di campagna elettorale, non ho potuto essere presente durante la grande assemblea nazionale che si è da poco svolta, ma so che è stato un momento fondamentale di crescita, in cui questo straordinario e unico fronte politico nazionale si è dato dei nuovi obiettivi e dei nuovi strumenti. Ecco, sono veramente felice che Viola Carofalo sia qui con me come testimonianza di questa fratellanza trasversale che attraversa tutta Italia nel nome di un rinnovamento radicale della politica italiana. Lo aspettavamo da venticinque anni, adesso è una realtà.

Noi di Potere al Popolo siamo qui per riassumere alla cittadinanza un concetto semplice, chiaro e ormai evidente: le forze del centrodestra e del centrosinistra che hanno governato e venduto l’Italia alle peggiori tecnocrazie europee e mondiali, nonostante le evidenti contraddizioni interne, nonostante i crolli elettorali, vi stanno ancora prendendo in giro.

Anni di lotte, contro le grandi opere grandi solo nella distruzione, contro la speculazione edilizia e ambientale, contro la distruzione dello stato sociale, contro le privatizzazioni selvagge che stanno affamando il sistema produttivo e il lavoro, rischiano di essere vanificati da una politica che si accorda nuovamente “ai piani alti” per spartirsi il bottino elettorale e le poltrone. Ma ora ci siamo noi di Potere al Popolo a difendere e vigilare.

Sigle vuote, anche qui a Vicenza, città patrimonio UNESCO che sta perdendo ogni sua bellezza nel nome degli interessi di pochi. Sigle vuote, che si passano il testimone per lottizzare il governo della città e dell’intero paese. Hanno saccheggiato, deturpato, impoverito attraverso le loro operazioni finanziarie neoliberiste, consegnando Vicenza ai poteri forti che hanno voluto Borgo Berga, la cementificazione selvaggia, la diffusione di veleni nel suolo e nell’acqua, lo scempio dell’equilibrio ambientale e paesaggistico.

Ci troviamo sotto questo gioiello che è la Basilica Palladiana, in Piazza delle Erbe, luogo di incontro, di socializzazione, di condivisione, per dire che questa città merita molto di più.

Si riempiono la bocca con l’ecologismo e il coinvolgimento della gente nelle decisioni. Ma quale coinvolgimento! Quale gestione partecipata! Ma secondo voi chi sono i finanziatori delle loro campagne elettorali? Hanno tolto il finanziamento pubblico ai partiti ed ecco il risultato: la politica è diventata un fatto privato, foraggiata dalle loro fondazioni bancarie, dai loro amici industriali, dagli interessi immobiliari.

Non esiste un solo comitato cittadino che in questi dieci anni sia stato minimamente ascoltato. Hanno chiaramente detto, in coro, dalle vuote espressioni dei loro schieramenti, che la TAV/TAC non si tocca! Ecco il coinvolgimento che vogliono per voi: un treno ad alta velocità che corre senza controllo per schiantarsi verso il pensiero unico. In deroga a tutte le regole e a tutte le prescrizioni hanno previsto un mega ristorante nel Parco Querini, ennesimo tesoro della città che diventerà un’istallazione di alluminio, vetro e cemento. Ecco il coinvolgimento che loro vogliono per la città. Per loro il territorio è solo merce di scambio da contrattare attraverso compensazioni su compensazioni. Potere al Popolo dice basta alle compensazioni, che non compensano un bel nulla, ma anzi aggravano la situazione.

Hanno sprecato denaro pubblico per pagare illustri architetti che non sanno nulla di Vicenza e della sua storia. Hanno cambiato destinazioni d’uso per riempire la città di appartamenti vuoti. Migliaia e migliaia di appartamenti vuoti, lasciati a marcire per ingrassare la speculazione edilizia, e nel frattempo la gente perde il lavoro e non ha aiuti da un Comune che si dice a fianco della gente.

Centrodestra e centrosinistra vogliono la stessa cosa: regalare Vicenza ai loro amici palazzinari, che ci verseranno sopra l’ennesima colata di cemento, per poi avere a disposizione scatole vuote, abbandonate, utili solo alla speculazione.

Guardate il nostro centro storico, le attività di vicinato schiacciate dalla grande distribuzione che costruisce città alternative per coltivare le masse del sabato sera. Sto parlando dei negozi, appunto vuoti, dei vetri rotti, delle saracinesche arrugginite, di Cinema Corso, della ex Banca d’Italia.

Spazi che diventano testimonianza del degrado di un centro che potrebbe essere il più bello e produttivo di tutto il Veneto! Ma loro sono impegnati a fare affari con le grandi ditte appaltatrici dell’Alta Velocità. Loro sono impegnati con le “grandi opere” che servono solo a loro.

Si sono mangiati la città. Ma noi di Potere al Popolo non ci stiamo. Se loro investono nelle promesse elettorali, o nella rassegnazione di chi a votare non ci va più, noi diciamo che una svolta seria e definitiva ci può e ci deve essere.

Potere al Popolo è l’unico fronte nazionale che in Italia, in Veneto e a Vicenza intende ricostruire dal basso, con umiltà e dedizione, quella vera Sinistra che in questi vent’anni è stata smantellata.

Diciamolo con forza, ma soprattutto diciamolo alla gente. Renzi non è la Sinistra. Bersani non è la Sinistra. Martina non è la Sinistra. D’Alema non è la Sinistra. Non può essere Sinistra quella cricca di potentati con la puzza sotto il naso che ha permesso le vergogne del Monte Paschi di Siena e di Banca Etruria. Non può essere Sinistra quella forza che paga le scuole di partito intitolate a Pasolini con i soldi di fondazioni bancarie presiedute da Mariaelena Boschi.

Non può essere Sinistra una forza che manda al ministero dell’Istruzione un’incompetente come la Fedeli, e poi si permette di sbagliare l’algoritmo che spedirà poi insegnanti plurilaureati in giro per l’Italia, allo sbando, senza alcuna tutela, separandoli dagli affetti e dalle famiglie.

Questa manica di parassiti che abbiamo conosciuto non ha nulla a che vedere con la politica, ma solo con l’affarismo privato.

Potere al Popolo, con paziente determinazione, spazzerà definitivamente questa classe politica di professionisti del trasformismo e restituirà all’Italia la Sinistra che merita: la Sinistra dei diritti, del lavoro, della sanità e della scuola pubblica, dei servizi al cittadino e del rispetto — reale e non retorico — della Costituzione!

Ho parlato del centrosinistra, ma è evidente che il centrodestra ne costituisce una variante non meno minacciosa. Qui nel Veneto operoso e lavoratore si sono riempiti la bocca con la parola “indipendenza”, vi hanno parlato di autonomia, ma in realtà vi hanno spacciato un minuscolo referendum come viatico per una secessione che sta solo nella testa degli illusi. La verità è un’altra: ci sarà forse qualche soldo in più per la Regione (legittimo, intendiamoci, e democraticamente negoziato), ma l’unica vera pacchia – visto che di pacchia si sta parlando in questi giorni – sarà per loro Roma, il parlamento e le sue poltrone! Quella è l’unica pacchia: la poltrona di chi ha monetizzato l’odio per il migrante in incarichi politici.

Quella è la vera pacchia, ed è solo la loro. Si sono guardati bene da andare a nuove elezioni. Il governo, il contratto, lo hanno tirato fuori in tre giorni. E per fare i belli di fronte al popolo, hanno sventolato anche Savona, tirando il sasso e nascondendo la mano.

L’Europa dei trattati, l’Europa dei pareggi di bilancio, l’Europa di Maastricht e il suo volto tecnocratico che offende e tiranneggia da vent’anni le nazioni e le costituzioni, non verranno mai e poi mai messi in discussione da questa armata di furbi.

Ci hanno messo poco — lo avete visto con i vostri occhi — a scaricare gli alleati per fare un governo che avesse una maggioranza sicura e mettesse altrettanto al sicuro i loro vitalizi. A Vicenza — lo sapete — una certa forza che oggi governa era troppo di sinistra per i loro gusti, e li hanno fatti fuori. Ecco il nuovo che avanza! (E questa stessa forza, notizia di oggi, colpita dal centrodestra, non ha esitato a vendersi al centrosinistra. E non dico altro.)

Vicenza è l’unica città in Italia ad essere decorata con due medaglie al valore per il Risorgimento e la Resistenza Partigiana. Voi siete gli eredi dei patrioti risorgimentali e dei partigiani che in Italia hanno lottato per la libertà e la democrazia. Vicenza deve rispedire al mittente il neofascismo. Ecco dunque che le parole chiave sono due: Risorgimento e Resistenza, ossia risorgere e resistere. Dobbiamo resistere alle loro lusinghe per risorgere in una città nuova, costruita sui diritti, sulla distribuzione equa della ricchezza prodotta dal lavoro, e non dall’assistenzialismo che loro promettono. Hanno promesso un reddito a tutti. Restiamo a vedere. Nel frattempo però hanno detto che chi ha di più deve pagare di meno, e chi ha di meno deve pagare di più. Iniziamo bene.

Vi parlano di sicurezza, vi parlano di controllo, vi parlano di mettere in piedi uno stato poliziesco che ovunque ha portato solamente al peggioramento del degrado e a un continuo stato di paura e allarme. La realtà è un’altra: loro sono felici della guerra tra poveri, sono felici se il capro espiatorio è il migrante o il vicino di casa, sono felici quando la base della società è impegnata a lottare con sé stessa. Finché siete distratti da questa guerra, loro possono trattare indisturbati i loro affari.

La vera sicurezza è quella che nasce dal reddito, dalla distribuzione di quelle ricchezze che oggi vengono bruciate dal neoliberismo dei finanzieri corrotti e delle banche. Vi dice qualcosa il nome Popolare di Vicenza? Potere al Popolo ha iniziato la sua campagna elettorale davanti alla ex sede, quando nessuno ne parlava. Potere al Popolo è stata la prima forza a puntare il dito contro la finanza corrotta, e adesso, solo adesso, anche se per poco, tutti sembrano essersi svegliati all’improvviso dopo un lungo letargo.

Loro sbandierano la sicurezza delle telecamere e degli sceriffi, noi vogliamo la vera e autentica sicurezza: un lavoro sicuro, un reddito minimo garantito, una finanza etica, controllata dallo Stato, la sicurezza della trasparenza, la sicurezza di un ambiente tutelato, la sicurezza di una sanità per tutti e di una scuola pubblica della Costituzione, che significa inclusione sociale, multiculturalità, apertura e fratellanza. Quella è la vera sicurezza: un’alleanza tra cittadini coesi che vengono ascoltati dall’amministrazione, e non un perenne far west.

La sicurezza che noi vogliamo è quella sul posto di lavoro. Basta con le stragi in fabbrica, che giornalmente si consumano nel silenzio generale. Basta con il bollettino di guerra degli operai e dei lavoratori decimati nel nome di una produttività che insegue sé stessa.

Ecco, l’invito è ad essere parte di una comunità che vuole mettersi in gioco per il reale cambiamento, e non per le alchimie di palazzo o i facili slogan che tramutano l’odio in poltrone.

Potere al Popolo è un fronte realmente costruito dal basso. Ciascuno di voi, in qualsiasi momento, può essere parte integrante di questo movimento. Vi invito quindi a partecipare alle nostre libere assemblee, che sono in tutta Italia. Qui a Vicenza, nella nostra grande assemblea di Potere al Popolo, discutiamo di lavoro, di ambiente, di urbanistica, di scuola, di politiche sociali e di inclusione, ma anche di femminismo, di politiche di genere, di modelli economici, di sanità pubblica, di mutualismo, di edilizia, di arte, di turismo. Ciascuno di voi è chiamato a dare il suo contributo intellettuale libero e spontaneo.

Abbiamo bisogno anche della vostra conoscenza e della vostra intelligenza per mettere in pratica quello che Potere al Popolo ha chiamato “controllo popolare” sul territorio. Siete voi i “manager” del territorio. Volevano un’altra figura da pagare. Un altro amico degli amici da foraggiare. Ma chi più di voi può conoscere i problemi della nostra città, le buche delle strade e le ciclabili pericolose, i monumenti che crollano e i luoghi abbandonati e degradati. Chi più di voi può avere il polso della situazione.

In città abbiamo ordini professionali di ingegneri e architetti, maestranze e professionalità di qualità eccelsa, che sanno benissimo cosa serve alla città. Le mille opere di manutenzione, per aumentare la sicurezza e la resilienza del territorio. Vicentini come voi. Gente che vive la città e che la vuole migliorare.

Ma non solo. Le tante carte che per forza di cose ho dovuto esaminare in queste settimane parlano chiaro. Sono in arrivo nuovi tagli al sociale, al welfare, alla sanità. Un sindaco degno di questo nome deve opporsi con tutte le forze, rastrellare risorse ovunque, fondi europei e regionali, collaborazioni con nuovi enti morali, bandi nazionali, accesso a fondi dedicati. Ma io vi chiedo, molto schiettamente, cosa possiamo aspettarci da gente che spende decine e decine di migliaia di euro per gadget e palloncini elettorali, pagine di giornali, servizi televisivi, schermi luminosi e altri strumenti di pura propaganda? Saranno loro a impegnarsi per mantenere alto il livello dei servizi al cittadino? Loro che si divertono a spostare a destra e a sinistra gli uffici comunali?

Un sindaco degno di questo nome non può essere burattino nelle mani dei poteri forti, un burattino con una coccarda tricolore costantemente impegnato in parate militari o cene di gala.

Un sindaco degno di questo nome deve seguire i bisogni del suo popolo, uscire dal suo ufficio e andare nelle strade, nei quartieri, dai comitati cittadini che da troppo tempo urlano nel silenzio le loro giuste richieste, dalle associazioni che denunciano gli abusi e individuano soluzioni per la città e con la città.

Noi di Potere al Popolo vogliamo un piano d’emergenza per il pieno impiego, gestito non da cooperative nebulose, agenzie interinali o ditte di appalto e subappalto, ma da un esecutivo comunale forte, risoluto, che ricerca e mette a disposizione risorse per dare un lavoro a chi non ce l’ha, e riattivare l’economia personale e cittadina attraverso il coinvolgimento delle competenze e delle passioni di ciascuno, giovane e meno giovane.

Noi di Potere al Popolo vogliamo un progetto per la messa a disposizione dei troppi spazi vuoti ad uso residenziale che oggi restano inutilizzati per assurde normative o cavilli puramente burocratici. Se la situazione abitativa è un’emergenza, serve un intervento d’emergenza, anche in deroga, per rispondere a chi il problema ce l’ha oggi e non dopodomani.

Noi di Potere al Popolo vogliamo una programmazione culturale costante in città, ma non per regalare 500.000 euro al grande nome televisivo, che occupa un tesoro cittadino come il Teatro Olimpico trasformandolo in una discoteca multimediale. Noi daremo quei 500.000 euro e molti di più a Vicenza, ai suoi artisti, ai suoi musicisti, ai suoi attori, ai suoi scrittori e a tutte quelle professionalità che oggi devono migrare altrove per esprimere il loro valore e creatività, solo per il capriccio di una classe politica radical chic.

Noi di Potere al Popolo apriremo sportelli gratuiti per la tutela della salute pubblica, perché oggi troppa gente rinuncia al suo diritto a stare bene. Stare bene non è una richiesta di cui vergognarsi. Stare bene è un diritto costituzionale che il popolo si deve riprendere!

Noi di Potere al Popolo costituiremo veramente, non a parole, il Comune come parte civile nel processo contro quello che ho definito “monumento alla finanza corrotta”. La famigerata Popolare di Vicenza non solo ha truffato centinaia di cittadini, famiglie, anziani, imprenditori ed esercenti, ma ha leso e offeso la città nel suo tessuto economico e nella sua coesione morale. Il Comune deve avere libero e totale accesso ad una documentazione che oggi giace occultata nei meandri della procura, e deve provvedere a fare giustizia.

Noi di Potere al Popolo diciamo a gran voce: la salute e la sicurezza dei cittadini prima di tutto. Conosciamo le politiche industriali, edilizie e urbanistiche che in questi anni hanno distrutto la città dal punto di vista dello sfruttamento e dell’inquinamento. Ma come si permettono di sventolare slogan come “zero consumo di suolo” coloro che oggi vogliono portare avanti lo scempio inutile del raddoppio dei binari e della cantierizzazione ulteriore di una città già minacciata nel profondo. Ma chi pensano di prendere in giro? I lavori sulla città vanno rinegoziati attraverso un coinvolgimento vero e serio dei diretti interessati, ossia di chi abita in città e non può essere ancora la vittima inerme di decisioni prese dall’alto.

Voi siete più potenti dei giornali o delle televisioni. Voi siete più potenti degli autobus elettorali o dei maxischermi. Voi, tutti insieme, siete più potenti di quelli che noi chiamiamo poteri forti. Avete il potere delle vostre idee. Della vostra conoscenza, della vostra esperienza, della vostra passione, e non siete soli. Non siete soli perché noi stiamo dalla parte di quelli come voi. Ci siamo oggi, ci saremo domani, ci saremo sempre, e sempre di più.

Ma adesso avete un potere aggiuntivo, un potere in più, che può fare la vera differenza. E questo potere vi deriva da uno strumento semplice nelle vostre mani e nelle mani della vostra coscienza.

Questo strumento si chiama matita, ed è lo strumento che vi consegneranno questa domenica. In quell’urna sarete voi e solo voi a decidere se continuare con la vecchia politica o spazzare via quelle classi di governanti che vi hanno tolto la possibilità di decidere per il vostro territorio, che vi hanno tolto i diritti che vi spettano, il benessere che vi spetta.

Ecco allora che vi dico, e qui concludo: Potere al Popolo è lo strumento nelle vostre mani per riconquistare la vostra città figlia del Risorgimento e la vostra Costituzione figlia della Resistenza Partigiana. Perché è la Costituzione che lo dice chiaramente: La sovranità appartiene al popolo, e il popolo – aggiungo io – se la riprenderà.

Grazie Vicenza! Potere al Popolo!