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Dossier:
Aeroporto Dal Molin
Panoramica sulla questione Dal Molin
Per un primo approfondimento
sulle ragioni del NO
Carrellata fotografica sulle mobilitazioni per il NO
Audio e Video per il NO
I documenti ufficiali
I documenti inviati da Andrea Licata (centro studi per
la Pace Università di Trieste)
Tutti i documenti dell'Ing. Eugenio Vivian
Tutti i documenti dei comitati, del presidio, dell'assemblea permanente
Tutti i documenti di altri soggetti a favore del NO
Rassegna stampa ultimi giorni
Rassegna stampa completa: Il Giornale di Vicenza
Rassegna stampa completa: Il Vicenza
Rassegna stampa completa: Il Gazzettino
Rassegna stampa completa: Il Corriere Veneto
Rassegna stampa completa: Principali testate nazionali
Le vignette di AltraVicenza.it sul dal Molin
Firme celebri per il NO
Immagini e disegni per il NO
Famiglie di Pace
Gruppo Boicottaggio
Coordinamento Cristiani per la pace
| Panoramica sulla questione Dal
Molin |
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Il caso dell'aeroporto Dal Molin nasce da un accordo segreto,
di un paio d'anni fa, tra il precedente governo Berlusconi e il
sindaco di Vicenza Hullweck, che, senza rendere partecipi i suoi
concittadini, nè il consiglio comunale, si rese disponibile,
per il suo amico Silvio, ad accogliere nel territorio vicentino
una nuova base americana. Solo nel maggio del 2006 cominciarono
a circolare le prime notizie sul progetto e così i cittadini
residenti nelle zone limitrofe alla nuova base, costituitisi in
sei comitati, cominciarono ad agire in modo coordinato.
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In poche parole la nuova base americana
andrebbe ad occupare una zona a nord del
comune di Vicenza nell'attuale aeroporto
civile Dal Molin e servirebbe agli USA per
riunire la 173^ Brigata aviotrasportata Airborne,
attualmente presente in parte ad Aviano (Pordenone)
e in parte Germania. L'obiettivo statunitense
è di intervenire rapidamente nelle areee
geografiche del medioriente, ricche di
fonti energetiche strategiche per il sistema
economico vigente.
Vicenza, secondo questo
piano, è dunque destinata a diventare un
nodo importantissimo per i nuovi assetti
militari mondiali. |
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La maggioranza dei cittadini di Vicenza e dei comuni limitrofi è fortemente
contraria alla costruzione di una nuova base militare.
Lo dicono i cittadini e lo dice anche un sondaggio
della Demos di Ilvo Diamanti (63% NO).
I motivi del NO sono vari e possono essere riassunti
nel fatto che il progetto è devastante,
sia da un punto di vista ambientale, ma anche sociale
ed economico,
perchè una
città Unesco,
come Vicenza, non può fondare la sua esistenza su un’economia
di guerra.
Dopo un continuo rimpallo di responsabilità tra Governo
Prodi e Comune di Vicenza, nell'ormai storico
consiglio comunale di Vicenza del 26 ottobre 2006
una scellerata maggoranza, sorda
alle tantissime richieste di democrazia e partecipazione
popolare (fra cui anche la richiesta di indire
un referendum comunale consultivo) si espresse
a favore della nuova base (maggioranza risicata
21 a 17). Quel giorno il sindaco Hullweck uccise
l'anima
della democrazia a Vicenza. A Caldogno, piccolo
comune a confine con l'aeroporto Dal Molin, il
15 novembre 2006 votò invece ad unanimità NO
all'insediamento della nuova base.
La patata bollente
passò quindi al Governo Prodi e in particolare al
Ministro della Difesa Parisi, che non si è mai espresso
in maniera chiara contro l’allargamento della caserma
Ederle, tentennando sempre tra la "Santa Alleanza" con
gli USA e il programma elettorale dell'Unione
in cui "ogni
azione di grande impatto sul territorio sarà sempre presa
nel rispetto dell'opinone delle popolazioni locali". Il
23 novembre 2006 Parisi comunque invitò a Roma una
rappresentanza dei comitati cittadini per sentire
direttamente dalla gente le motivazioni del NO.
L'incontro fu molto proficuo tanto che prese
di nuovo quota l'ipotesi di un referendum comunale
consultivo. |
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I comitati, collaborando con l'osservatorio
sulle servitù militari di Vicenza (coordinamento di
associazioni e gruppi pacifisti e antimilitaristi),
da maggio hanno dato
vita ad una lunga serie di azioni per bloccare
il progetto della nuova base americana: presìdi in
piazza e davanti all'aeroporto, rumorose presenze
in consiglio comunale, raccolta firme (più di
diecimila in un mese!), convegni informativi,
blocchi del traffico, fiaccolate, scioperi
studenteschi, invasione della pista dell’aereoporto,
costituzione di un comitato per il referendum,
partecipazione di massa al consiglio comunale
del 26 ottobre, dove 2.000 persone, "armate" di
pentole, fischietti, trombette, hanno disturbato
il consiglio comunale, e, il 2 dicembre
2006, la lunga marcia dei 30 mila "per difendere la
terra per un futuro senza basi di guerra " .
L'aspetto nuovo e dirompente nella placida tranquillità cittadina è che
a Vicenza "si è costituito un movimento di
cittadini, autonomo ed indipendente da schieramenti
politici, che riesce a coniugare la necessità della
salvaguardia del proprio territorio e dei beni
comuni, con il NO alla guerra e alle
servitù militari". Questa comunione di obiettivi
ha dato vita all'Assemblea Permanente dei cittadini
per il NO al Dal Molin che unisce comitati,
associazioni, singoli
cittadini.
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| L’Assemblea permanente è conscia di essere un movimento
moltitudinario, la cui ricchezza sta nella sua molteplicità di
pensiero, linguaggio e pratica. |
invia foto delle mobiltazioni a info@altravicenza.it
Nel dossier sono presenti
4286
documenti a partire dal 10/7/2006.
Per articoli precedenti il 10/07/06 fai riferimento al
sito di MEDIABLITZ.
per contatti info@altravicenza.it
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